21 marzo 2008

Mani Pulite (10)

"Grazie a Dio sono miliardario da quando avevo 18 anni, non ho bisogno della poltrona di ministro per avere successo"

Francesco De Lorenzo, ministro liberale della Sanità, 11 novembre 1992


De Lorenzo è stato ospite del carcere di Poggioreale per 7 anni e mezzo grazie ad una condanna definitiva per corruzione. In più ha altre cinque condanne non ancora definitive, per un totale di una decina d'anni.

Riporto di seguito una precisazione pervenuta (vera?) dallo stesso De Lorenzo:
Cari amici di http://vecchiavolpe.blogspot.com/ quando gli internauti digitano il mio nome su google, si imbattono in questa falsa notizia: “De Lorenzo è stato ospite del carcere di Poggioreale per 7 anni e mezzo grazie ad una condanna definitiva per corruzione. In più ha altre cinque condanne non ancora definitive, per un totale di una decina d'anni”. Permettetemi che vi spieghi come stanno veramente le cose.
La mia vicenda giudiziaria è stata riportata con grande enfasi nella fase istruttoria (1993-2001) ma come spesso succede non è stata seguita né in sede processuale né approfondita a livello di sentenze.
Innanzitutto preciso che non ha alcun fondamento l’affermazione di altre 5 condanne non ancora definitive. I circa 60 procedimenti penali avviati nell’era della rivoluzione giudiziaria si sono tutti conclusi ed ho riportato nel 2001 una sola sentenza di condanna a 5 anni. Di quest’ultima, ricordo che la Corte Costituzionale (con decisione del 24 aprile 2002) ha affermato che nel mio procedimento penale non erano state correttamente applicate le norme del “giusto processo”, entrate in vigore nel 1999, e pertanto il procedimento stesso doveva essere annullato e ripreso da capo (come è accaduto, del resto, per altri ministri). Se ciò non è avvenuto, é dipeso dal fatto che la sentenza che mi riguarda era nel frattempo passata in giudicato, mentre di essa si sono giovati tutti i coimputati, accusati dei miei stessi reati, i quali – con processi ancora in corso – sono stati tutti assolti o prosciolti. Ne deriva che se avessi avuto lo stesso trattamento, che mi è stato volutamente negato per la "fretta di chiudere", anche il mio caso si sarebbe risolto senza condanna
Inoltre, la Corte di Cassazione con due successive pronunce, di cui una a Sezioni Unite, ha riconosciuto che nella mia sentenza di condanna erano contenuti gravi e decisivi errori, non rimediabili solo perché si trattava di “errori di diritto” e non “di fatto”.
Vi basta per la pubblicazione di questa precisazione sul vostro blog?
Francesco De Lorenzo

6 commenti:

Francesco ha detto...

Cari amici di http://vecchiavolpe.blogspot.com/ quando gli internauti digitano il mio nome su google, si imbattono in questa falsa notizia: “De Lorenzo è stato ospite del carcere di Poggioreale per 7 anni e mezzo grazie ad una condanna definitiva per corruzione. In più ha altre cinque condanne non ancora definitive, per un totale di una decina d'anni”. Permettetemi che vi spieghi come stanno veramente le cose.
La mia vicenda giudiziaria è stata riportata con grande enfasi nella fase istruttoria (1993-2001) ma come spesso succede non è stata seguita né in sede processuale né approfondita a livello di sentenze.
Innanzitutto preciso che non ha alcun fondamento l’affermazione di altre 5 condanne non ancora definitive. I circa 60 procedimenti penali avviati nell’era della rivoluzione giudiziaria si sono tutti conclusi ed ho riportato nel 2001 una sola sentenza di condanna a 5 anni. Di quest’ultima, ricordo che la Corte Costituzionale (con decisione del 24 aprile 2002) ha affermato che nel mio procedimento penale non erano state correttamente applicate le norme del “giusto processo”, entrate in vigore nel 1999, e pertanto il procedimento stesso doveva essere annullato e ripreso da capo (come è accaduto, del resto, per altri ministri). Se ciò non è avvenuto, é dipeso dal fatto che la sentenza che mi riguarda era nel frattempo passata in giudicato, mentre di essa si sono giovati tutti i coimputati, accusati dei miei stessi reati, i quali – con processi ancora in corso – sono stati tutti assolti o prosciolti. Ne deriva che se avessi avuto lo stesso trattamento, che mi è stato volutamente negato per la "fretta di chiudere", anche il mio caso si sarebbe risolto senza condanna
Inoltre, la Corte di Cassazione con due successive pronunce, di cui una a Sezioni Unite, ha riconosciuto che nella mia sentenza di condanna erano contenuti gravi e decisivi errori, non rimediabili solo perché si trattava di “errori di diritto” e non “di fatto”.
Vi basta per la pubblicazione di questa precisazione sul vostro blog?
Francesco De Lorenzo

Danx ha detto...

Cioè, davvero De Lorenzo ha il coraggio di commentare?
Speravo si fosse rinchiuso un cesso-bunker per l'eternità.

Danx ha detto...

Per fortuna gli internauti leggono anche altro:
"Durante gli ultimi governi andreottiani proprio lui - nei panni ufficiali di MINISTRO DELLA SANITA' ed in quelli segreti di PIETRO GAMBADILEGNO - è risultato al centro di una lunga sequela di scandali con le industrie farmaceutiche: da esse pretendeva cospicue mazzette in cambio dell'approvazione alla messa in commercio dei loro medicinali o dell'ottenimento di aumenti concordati dei prezzi. Insomma questo "galantuomo" speculava sulla salute della gente, col risultato d'esser riuscito a farsi benvolere da tutti gli italiani…"
http://associazioni.monet.modena.it/glamazonia/articoli/tangeropoli.htm

Anonimo ha detto...

Non solo De Lorenzo ha il coraggio di commentare, ma questa mattina (17/4/08) ho avuto la sorpresa di sentirlo intervistare iu un programma di Radio Uno, in qualità di presidente di una associazione per la lotta ai tumori: il soggetto in questione si ergeva a paladino dei malati di tumore, a favore "del loro diritto a una corretta informazione da parte dei medici" !!! Hai capito? Proprio lui, che è stato condannato per aver preso mazzette per far mettere in commercio farmaci che si sapevano nocivi !!! E' questa per lui la corretta informazione ai malati ? E' assolutamente scandaloso !!!!!!

Oetzi

Anonimo ha detto...

L'ex ministro è anche professore universitrio alla Facoltà di Medicina di Napoli e oggi ci ha fatto lezione!!!
Mentre fimavamo il foglio delle presenze ha addirittua avuto ilk coraggio di dire:
"non fate che firmate e ve ne andate, non sarebbe corretto e non rispettereste la deontologia voi che un sarete medici.
A quel punto ho smesso di prendere appunti, ho solo scritto: da che pulpito!!!

Anonimo ha detto...

In altre parole: il compiaciuto miliardario è scoppiato d'invidia nel vedere che i suoi complici se la cavavano tutti (grazie ai cavilli giudiziari permessi da una legislazione schifosa) mentre lui poveretto invece no!!
Non è figlio di ...mamma pure lui? Ohinè!
(grazie all'autore/autori di questo blog per la conservazione della memoria!)